martedì 23 aprile 2013

stop di equitalia al pignoramento dei conti correnti di stipendi e pensioni


stop di equitalia al pignoramento dei conti correnti di stipendi e pensioni

martedì, 23 aprile, 2013 

cedendo al pressing delle parti sociali e delle forze politiche, equitalia ha deciso di fare un passo indietro e di dire stop con decorrenza immediata ai pignoramenti sui conti correnti in banca o alle poste per lavoratori dipendenti e pensionati
con una circolare interna, equitalia ha chiarito che a procedura di pignoramento sui conti correnti si attiverà solo nel caso in cui il reddito o la pensione sia pari o superiore ai 5mila euro mensili.saranno invece permesse le "trattenute" direttamente presso il datore di lavoro o l'ente pensionistico che avverranno secondo le tradizionali regole: 1/10 dello stipendio sotto i 2.500 euro mensili, 1/7 tra 2500 e 5000 euro e 1/5 sopra questa soglia
per quanto riguarda il capitolo "redditometro" il direttore delle agenzie delle entrate, attilio befera, ha voluto chiarire che si userà "solo nei casi di evasione spudorata" e servirà "per colpire coloro che hanno un reddito consumato elevatissimo a fronte di una dichiarazione redditi esigua"

articolo visto in repubblica.it


Fonte : Idealista 

non è più tempo di mare, è "sboom" delle seconde case


non è più tempo di mare, è "sboom" delle seconde case

martedì, 23 aprile, 2013 

non è più tempo di mare, è "sboom" delle seconde case
sembrano lontani i tempi in cui gli italiani si trasferivano nella villa al mare per trascorrere le vacanze estive. la crisi economica e la batosta imu hanno infatti spento i desideri delle famiglie che adesso hanno problemi anche a fare i conti con la prima casa. secondo i dati di nomisma lacaduta del comparto nel 2012 è stata del 26/27%. una tendenza simile si è registrata nei primi mesi del 2013. e intanto fioccano le offerte di case al mare in vendita
a tenere di più sono state le località top. ad esempio, se il calo delle compravendite a cesenatico è stato del 40% rispetto alla media del biennio precedente, la caduta a santa margherita ligure si è attestata al 17,6%. a reggere sono state anche sorrento e positano. la caduta delle compravendite è stata accompagnata anche da una caduta dei prezzi, che ha riguardato un po' tutto il comparto della seconda casa. secondo tecnocasa, nel secondo semetre del 2012 i prezzi sono calati del 6%, a causa di una minore disponibilità di denaro che ha frenato la domanda
le famiglie del ceto medio vedono i propri risparmi consumati dalla crisi e rinunciano al sogno della seconda casa. ma anche gli investimenti stranieri non sono consistenti come in passato. una ripresa del settore potrebbe iniziare dopo l'estate quando, afferma luca dondi direttore generale di nomisma-  potrebbe arrivare qualche segnale di miglioramento legato alla situazione macro, alla ripresa economica e anche all'erogazione del credito. la svolta del mercato non la produrrà un pesante calo dei prezzi ma la riapertura del credito e il miglioramento delle aspettative e della fiducia, ora un ricordo sbiaditissimo"
Fonte : Idealista

Come non sorridere con tanto verde?


Come non sorridere con tanto verde?

martedì 23 aprile 2013

Una ricerca inglese mostra che abitare in zone ricche di verde rende meno stressati e più felici
Un po’ di verde in più nelle città migliora l’umore degli abitanti. Non è solo un’ovvia supposizione: stando a quanto si legge sulla rivista Psychological Science, gli spazi verdi nelle città possono avere sorprendenti effetti sulla vita di un individuo e abitare in aree più verdi potrebbe avere un’incidenza paragonabile a quella di grandi eventi come il matrimonio. Lo studio, condotto dagli scienziati della University of Exeter Medical School’s European Centre of Environment & Human Health di Truro (Regno Unito), ha esaminato i dati provenienti da un sondaggio nazionale sulle famiglie britanniche e ha scoperto che le persone risultano meno stressate e più soddisfatte quando vivono in aree maggiormente verdi. Si tratta di una condizione che, per l’intero periodo coperto dal sondaggio, è risultata persistente, al di là delle condizioni di reddito, lavoro, stato civile, salute fisica e tipo di casa. Un impatto psicologico che, a detta dei curatori della ricerca, potrebbe essere circa un terzo di quello del convolare a nozze.
Fonte : Quotidianocasa.it

lunedì 22 aprile 2013

Per gli italiani la casa rimane sinonimo di famiglia


Per gli italiani la casa rimane sinonimo di famiglia

venerdì 19 aprile 2013

Un'indagine sul modo di vivere la propria abitazione rileva ancora l'importanza del focolare domestico… e dei profumi della cucina
QVC, azienda operante a livello internazionale nel settore dello shopping televisivo, ha ideato e realizzato insieme a Human Highway una ricerca sul modo di vivere la casa. Obiettivo della ricerca è mettere in luce il valore simbolico che la casa riveste per gli italiani e i diversi modi di vivere l’ambiente domestico. Gli stili di vita si stanno modificando rapidamente e con essi la percezione stessa della casa, la quale acquista una centralità sempre maggiore come luogo di socialità e intrattenimento.
La ricerca evidenzia una sostanziale identificazione della casa con ilfocolare domestico: per un italiano su tre il concetto di casa coincide con quello di famiglia. La casa non è soltanto un luogo fisico da abitare, quanto piuttosto il luogo “sacro” in cui riunirsi con i propri cari. L’abitazione è vissuta dagli italiani come un posto caldo e accogliente, in grado di offrire un rifugio sicuro dal caotico mondo esterno.
La stanza in cui gli italiani si identificano maggiormente è la zona giorno, rappresentata dal binomio cucina/sala da pranzo. Il 40,9% degli intervistati le preferisce alle altre e ne associa il profumo ai momenti più sereni della giornata. Seguono nell’ordine la camera da letto, lo studio, gli spazi aperti (terrazzo, balcone e giardino) e, infine, il bagno.
Fonte : Quotidianocasa.it

Fotovoltaico: da obbligo di legge a valore per l’immobile


Fotovoltaico: da obbligo di legge a valore per l’immobile

lunedì 22 aprile 2013

La soluzione proposta ai professionisti da Enphase per rispondere al D. Lgs. 28/2011
Enphase Energy Italia ha annunciato un’offerta mirata a facilitare e agevolare gli operatori nell’applicazione del Decreto Legislativo 28/2011, il quale prevede l’obbligo di installare impianti fotovoltaici sugli edifici di nuova costruzione e su quelli esistenti nel momento in cui vengono sottoposti a ristrutturazioni rilevanti. La proposta si rivolge ai professionisti della progettazione architettonica e agli imprenditori del settore delle costruzioni edili, offrendo una soluzione capace di trasformare un obbligo di legge in valore per l’immobile, nell’interesse di tutta la filiera e dell’utente che beneficerà dell’impianto. Riporta la notizia EdilPortale, citando la legislazione attualmente in vigore: il decreto denominato “Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso di energia da fonti rinnovabili” introduce considerevoli innovazioni riguardanti il tema delle energie rinnovabili e del fotovoltaico, dei quali promuove una diffusione capillare. Importanti i cambiamenti anche per tutto il settore delle costruzioni edili. Il Decreto istituisce infatti l’obbligo per cui il fabbisogno energetico di ogni edificio venga soddisfatto con una percentuale di energia derivante da fonti rinnovabili pari o superiore a determinate soglie minime.
Le dimensioni degli impianti fotovoltaici e le modalità con cui operano i costruttori edili richiedono al fotovoltaico tecnologie e prodotti innovativi. Il Sistema Microinverter è la proposta elaborata da Enphase per rispondere al Decreto. Con un singolo modulo e un microinverter è possibile realizzareimpianti di tutte le potenze, tenendo sempre aperta l’eventualità di ampliare l’impianto in futuro, in base alle necessità energetiche dell’utente. In questo modo la tecnologia Enphase crea soluzioni modulabili e massimamente flessibili in termini di potenza.
Fonte : Quotidianocasa.it

Solare italiano: le opportunità del futuro


lunedì 22 aprile 2013

La produzione del fotovoltaico è in grave difficoltà, ma il potenziale del mercato rimane enorme
La quattordicesima edizione di Solarexpo, la principale manifestazione nazionale sulla tecnologia solare (Milano, 8-10 maggio), è alle porte. L’evento cade in un momento particolare per il solare italiano, alle prese con le generali difficoltà economiche e la sempre più vicina fine del sistema d’incentivazione del Conto energia. Una visione dall’alto della situazione del settore è stata data da Luca Zingale, direttore scientifico di Solarexpo, in un’intervista a Energia24 Club.
Nonostante la grave situazione in cui vessa attualmente il settore in Italia, Zingale pone l’accento su quello che definisce un eccesso di pessimismo. Il direttore scientifico della manifestazione conferma che in futuro l’Italia non sarà più il secondo mercato al mondo, ma resterà comunque il quarto o il quinto, dietro a colossi economici e demografici come Stati Uniti, Cina e India. E’ importante anche capire che la crisi del solare non è solo italiana o europea, ma addirittura mondiale: a testimoniarlo è la recente bancarotta di Suntech, per lungo tempo numero uno globale nel settore. A parere di Zingale, le imprese che riusciranno a sopravvivere a questa fase critica saranno attrezzate per svilupparsi in un mercato dal potenziale enorme, destinato a dominare il settore energetico nel XXI secolo.
Per quanto riguarda il mercato italiano, secondo Zingale l’opportunità per il futuro sarà di generare energia fotovoltaica in condizioni di grid parity, entrando definitivamente in un’era post incentivi. Servirà innanzitutto un lavoro di semplificazione del quadro regolatorio affinché consumare, vendere e scambiare energia prodotta da impianti fotovoltaici risulti realmente semplice. In questo caso, sottolinea il direttore scientifico diSolarexpo, va valutata positivamente anche la detraibilità fiscale delle spese per gli impianti fotovoltaici, che per alcune taglie potrebbe rivelarsi persino più conveniente del quinto Conto energia in quanto erogata in dieci anni anziché venti.
Fonte Quotidianocasa.it

mercoledì 17 aprile 2013

Le novità Grohe tra SPA domestiche e rubinetteria innovativa


Le novità Grohe tra SPA domestiche e rubinetteria innovativa

16 APRILE 2013 

Nella cornice dell’onirica installazione firmata da Giorgio Grandi, nello showroom di via Crocefisso 19GROHE ha presentato, durante il Salone del Mobile, due novità per il mondo bagno.
La prima è GROHE F-Digital Deluxe, una serie di moduli accessori capaci di trasformare le docce, anche già esistenti, in una SPA domestica. Si va dal trattamento di cromoterapia, al vapore per pulire a fondo la pelle, con il sottofondo di una colonna sonora a piacere: attraverso una combinazione personalizzabile di soffione e bocchette laterali, proiettori di luce e suoni è possibile realizzare la configurazione preferita. Una docking station con un iPod Touch 4G Apple permette di gestire con un dito tutte le funzionalità dei moduli usando laGROHE SPA™ app.

F-DigitalDeluxe
GROHE F-Digital Deluxe

In più è stata presentata anche Grandera, una nuova collezione di rubinetteria di design realizzata con GROHE Zero, un’innovativa lega di ottone sviluppata da GROHE, che riduce del 90% la presenza di piombo, ma soprattutto è 5 volte più resistente alla corrosione rispetto alla rubinetteria convenzionale.

Grandera
Grandera
 Fonte : ATCasa

Casa a tubo: 84 mq di superficie su 5 livelli


LA CREATIVITÀ IN PRIMO PIANO.  CON TANTO DI OPINIONI: CONTRARI O FAVOREVOLI?

Casa a tubo: 84 mq di superficie su 5 livelli

16 APRILE 2013 
La capitale del Vietnam è un centro ad alta densità abitativa dal tessuto urbano fitto e minuto. Negli ultimi 20 anni molte nuove case si sono ritagliate un proprio spazio corto e alto in continuità con le facciate adiacenti sugli stretti vicoli. Sono singole abitazioni condivise da generazioni della stessa famiglia. Le esigenze? Al piano terra il soggiorno cucina trasformabile in negozio, ai piani superiori gli ambienti più privati della casa.
Il team dello studio DA & A Architects ha progettato una abitazione a sviluppo verticale (a tubo) che ospita attività lavorative e conviviali, spazi pubblici e ambienti privati, locali commerciali e stanze tecniche.
Ad ogni piano, sul fronte principale, l’elemento balcone funziona sia come area filtro, che come sistema di sicurezza. Il progetto prevede una pelle esterna in legno di shorea (legno indonesiano controllato), flessibile e apribile che caratterizza la facciata.
Il doppio affaccio opposto, il posizionamento del blocco delle scale di risalita e il sistema delle aperture a tutta altezza risolve il problema dell’assenza di luce e della mancanza di riciclo naturale d’aria.
Internamente è evidente il contrasto tra tradizione e contemporaneità: cemento e mattone a vista con finiture grezze evidenziano il legno di shorea lavorato artigianalmente.
Benedetta Lamberti
Fonte : ATCasa 

Non c’è accordo sull’amministratore? Ogni condomino può rivolgersi al giudice


L'intervento dell'autorità comunque non esautora l'assemblea dai propri poteri

Cosa fare se il condomino non trova un accordo sull’amministratore? E’ il caso presentato ad Assoedilizia in cui, a causa della presenza di un condomino titolare di una quota millesimale elevata che si è espresso contro la conferma dell’amministratore uscente, l’assemblea non ha raggiunto la maggioranza necessaria per una nomina valida. Come risultato, l’amministratore non confermato non è più tenuto a svolgere tutti i compiti di ordinaria amministrazione. Cosa può fare ora il condominio? Può giungere a una soluzione in tempi rapidi o è necessario attendere la fine della gestione e la convocazione di una nuova assemblea per discutere l’argomento? La risposta di Assoedilizia è semplice e diretta: per discutere sull’argomento l’assemblea può riunirsi in qualsiasi momento. Se, infatti, l’amministratore cessato dall’incarico non provvede di sua iniziativa alla convocazione, i condomini possono fargliene richiesta per iscritto e, se ancora non provvede, possono procedere direttamente alla convocazione.
Non solo: va inoltre ricordato che, qualora l’assemblea non provveda, ciascun condomino può assumere l’iniziativa di rivolgersi all’autorità giudiziaria che nominerà un amministratore. L’intervento dell’autorità non esautora comunque l’assemblea dai propri poteri. L’amministratore giudiziario può infatti essere revocato a seguito di successiva valida delibera di nomina assunta dall’assemblea nel rispetto delle maggioranze di legge.
Fonte : Quotidianocasa.it

martedì 16 aprile 2013

Nuove forme di tutela per i consumatori


Nuove forme di tutela per i consumatori

06/12/2012
Con il decreto Legge “Commissioni bancarie” del 2012 è stato introdotto un nuovo strumento di tutela nei confronti di quei consumatori che riscontrino problemi di accesso a forme di credito e ritengano di aver ricevuto un ingiustificato rifiuto da parte delle banche. Si tratta di casi in cui i clienti vedono rifiutata la loro richiesta di mutuo, di finanziamento o rilevano altri problemi quali inasprimento delle condizioni, revoca di un finanziamento, etc.
In tutti questi casi il cliente può rivolgersi direttamente al Prefetto in forma riservata tramite la posta certificata e far presente tutte le irregolarità riscontrate. Viene attivata una procedura con la quale il Prefetto chiede alla banca un riscontro sulla meritevolezza del credito che deve essere inviato entro il termine previsto di 30 giorni. Entro i 60 giorni successivi, il Prefetto invierà una relazione alla Segreteria Tecnica ABF (Arbitro Bancario Finanziario), alla banca e all’interessato contenente l’oggetto del ricorso e le motivazioni per le quali si ritiene di dover sottoporre la controversia all’ABF. Nei trenta giorni successivi l’ABF, previo esame da parte del proprio Collegio, dovrà adottare una decisione che verrà comunicata alle parti e per conoscenza anche al Prefetto.
La possibilità di ricorrere dunque all’ABF consente ai clienti di porre in essere una modalità di risoluzione delle controversie di natura stragiudiziale, che rispetto ad un ricorso giudiziale consente di attivare procedimento molto più semplice, veloce ed economico.
Per ricorrere all’ABF è necessario utilizzare la modulistica presente sul sito della prefettura ed inoltrare la propria istanza all’indirizzo di posta elettronica certificata protocollo.preftr@pec.interno.it.


Fonte : money360.it

Il mutuo per la casa in donazione


Il mutuo per la casa in donazione

21/11/2012
Se richiedete ad una banca un mutuo per l’acquisto di un immobile oggetto di donazione, quello che vi sentirete rispondere nella maggior parte dei casi è che la vostra pratica è “difficile”.
Cerchiamo di capire il perché.
Supponiamo che il Sig. Rossi voglia comprare dal Sig. Verdi un appartamento in centro a Roma. Il Sig. Verdi possiede l’immobile da 5 anni, ovvero da quando un suo zio svizzero glielo ha donato. Lo zio non si è mai sposato, e non ha mai avuto figli.
Il Sig. Rossi si presenta alla sua Banca di fiducia per chiedere un mutuo da 500 mila euro; con questo prestito vuole acquistare l’immobile del Sig. Verdi al prezzo pattuito di 850 mila euro. Il Sig. Rossi ha un ottimo impiego dirigenziale e con solo il 25% dei suoi redditi mensili riesce a sostenere la rata. Anche il rapporto tra l’importo dato in prestito ed il valore immobile, peraltro confermato dal perito della Banca, è contenuto: 59%. Ci sono quindi tutte le premesse per ottenere un mutuo, supponiamo per un istante che ciò avvenga.
Passano 2 anni e lo zio del Sig. Verdi viene a mancare. Nei mesi successivi si presenta con il suo avvocato la Sig.na Bianchi sostenendo di essere figlia dello Zio (frutto di una passata e breve relazione dello stesso con la madre, di cui i parenti non erano venuti a conoscenza). Come figlia, secondo la legge vigente, ha diritto al 50% dell’immobile già venduto al Sig. Rossi
Ebbene l’avvocato riesce ad ottenere l’annullamento del contratto di compravendita con evidenti conseguenze sul contratto di mutuo. L’ipoteca della Banca cessa di esistere e l’Istituito di Credito si trova senza alcuna garanzia. La Banca risulta quindi chiaramente danneggiata da questo fatto.
Se la donazione fosse avvenuta almeno 20 anni prima, le pretese avanzate dalla Sig.na Bianchi non sarebbero state prese in considerazione: questo perché la legge stabilisce che i diritti degli eredi possono essere fatti valere nel limite dei venti anni successivi alla donazione.
Pertanto le Banche sono in genere diffidenti nel valutare le pratiche relative a mutui che sono stati oggetto di donazione. Non tutte fortunatamente sono così prevenute nel valutare queste richieste. I consulenti di Money360.it analizzano nel dettaglio le domande di mutuo degli utenti cercando di individuare le eventuali criticità. Il loro obiettivo è quello di trasmettere la domanda di mutuo alla Banca che, oltre ad offrire le migliori condizioni, sia anche in grado di erogare effettivamente il mutuo in tutte le particolari situazioni che si possono presentare.


Continua la lettura su Money360.it: http://www.money360.it/news/mutuo_per_casa_in_donazione.jsp#ixzz2Qf12RNIM


Fonte : money360.it

Condominio, quando al lastrico spetta il bonus prima casa


Condominio, quando al lastrico spetta il bonus prima casa

Cassazione: per le agevolazioni il terrazzo può non essere acquistato insieme all'appartamento


16/04/2013 - Il lastrico solare può usufruire delle agevolazioni riconosciute alla prima casa nel caso in cui appartenga ad un unico condomino e possa essere considerato pertinenza dell’abitazione. Si è espressa in questi termini la Corte di Cassazione con la sentenza 6259/2013.
Condominio, quando al lastrico spetta il bonus prima casa

La Cassazione ha esaminato il caso di un soggetto che aveva acquistato un appartamento e un lastrico solare pagando le imposte agevolate riconosciute alla prima casa.
La Commissione Tributaria provinciale aveva però obiettato che il lastrico non dovesse essere considerato una pertinenza dell’appartamento, ma un immobile a sé stante, che non avrebbe quindi potuto beneficiare delle agevolazioni. A detta della Commissione, inoltre, in base al Codice Civile il lastrico solare avrebbe fatto parte della proprietà comune dei condomini.
Di parere opposto la Cassazione. I giudici hanno affermato che per considerare il lastrico come parte comune è necessario che esistano connotati strutturali e funzionali specifici. In caso contrario, sostengono i giudici, le agevolazioni sulla prima casa spettano anche se l’acquisto del lastrico è avvenuta con un atto separato.
 Per usufruire delle agevolazioni fiscali, hanno concluso i giudici della Cassazione, non è neanche necessario che il lastrico sia censito insieme all’immobile principale.

Fonte : edilportale.com

Risparmia con la pentola a pressione


Risparmia con la pentola a pressione

16 apr 2013, pubblicato da Giovanna Valsecchi in: Ambiente Casalinghe Consumi Crisi Economica Curiosità Economia Famiglia Primo piano Spese 
Facile.it, sito leader nella comparazione anche di tariffe luce e gas, ha elaborato un’analisi delle abitudini casalinghe degli italiani giungendo alla conclusione che ogni famiglia tipo di nostri connazionali ogni anno spreca circa 200 euro per comportamenti scorretti nell’uso della corrente e del gas.
Si tratta davvero di semplici comportamenti che spesso attuiamo senza nemmeno accorgenrcene ma che possono incidere in modo sensibile sul bilancio familiare annuo, secondo l’analisi di Facile.it, ad esempio rinfrescare una stanza usando il condizionatore anziché abbassare la temperatura con il deumidificatore può costrare anche ottantacinque euro all’anno.
Queste cattive abitudini vengono compiute in ogni ambiente delle nostre case, partendo dalla cucina vediamo come spesso si tratti anche di piccoli gesti: una chiusura non corretta di frigo e freezer costa oltre venti euro all’anno, riscaldare latte nel bricco sul gas al posto che nel forno a microonde equivale a spendere sedici euro in più; ma anche non tenere il frigorifero attaccato alla parete significa una bolletta maggiore di 23 euro all’anno, ma anche, a discapito di quel che si credo, un maggiore uso del microonde per scongelare o riscaldare il cibo porta ad un risparmio di 33 euro.
L’analisi di Facile.it sottolinea come il riscaldamento sia una parte fondamentale per evitare sperchi economici, basti pensare che scendere di un solo grado, dai 20 -21 normalmente usati, può portare ad un risparmio di 120 euro all’anno; anche per riscaldare l’acqua meglio preferire lo scaldabagno a gas con cui si possono risparmiare ben 176 euro. Attenzione anche all’albero di Natale: meglio usare illuminazione a Led anziché ad incandescenza con un risparmio di quattro euro.
Fonte Immobiliare.it

Spesometro 2013 : l'Agenzia delle Entrate conferma la proroga


Spesometro 2013 : l'Agenzia delle Entrate conferma la proroga

L'Agenzia delle Entrate interviene con un comunicato per fare chiarezza riguardo la proroga allo spesometro 2013.

Lo Spesometro 2013 il nuovo strumento messo a punto dal Ministero delle Finanze con l'obiettivo di scovare gli evasori fiscali è stato prorogato. Infatti l'Agenzia delle Entrate è finalmente intervenuta per fare chiarezza sulla questione attraverso un Comunicato Stampa.
I contribuenti che dovranno procedere con la comunicazione delle operazioni rilevanti ai finiIVA del 2012 avranno più tempo per  provvedere all'invio dei dati. Non solo le modalità di comunicazione saranno diverse rispetto a quelle previste fino al 2011, ma la scadenza del 30 aprile non è più valida,visto che come abbiamo detto è stata stabilita una proroga. A questo punto i contribuenti si chiedono: cosa succederà?
Il comunicato che è stato diramato proprio oggi dell'Agenzia delle Entrate ribadisce che il Dl n. 16/2012 (Decreto semplificazione) ha stabilito che, per quanto riguarda le operazioni eseguite dal 1° gennaio 2012 tra operatori economici business to business, la comunicazione obbligatoria all'Agenzia delle Entrate riguarda tutte le operazioni IVA rilevanti ai fini dell'IVA e non più soltanto quelle avente ad oggetto importi pari o superiori a 3.000 euro.
Inoltre il tetto massimo previsto per le comunicazioni inerenti alle operazioni per cui non è previsto l'obbligo di fattura business to consumer, resta pari 3.600 euro. L'Agenzia delle Entrate prossimamente provvederà a divulgare ulteriori comunicazioni in merito, approvando un nuovo modello di comunicazione, specificando tutte le informazioni tecniche per la comunicazione dei dati relativi al 2012, prevedendo delle semplificazioni per coloro che svolgono attività di locazione e noleggio.In poche parole il comunicato dell'Agenzia esprime una proroga in data da destinarsi, anche se l'ipotesi più accreditata è quella che lo spesometro 2013 entrerà in vigore il prossimo autunno.
Fonte : SuperMoney

Oltre 324mila visitatori ai Saloni: dall'Oriente la spinta al design italiano


Oltre 324mila visitatori ai Saloni: dall'Oriente la spinta al design italiano

  • 16 marzo 2013
di Michela Finizio e Giovanna Mancini
L'effetto è qualcosa di più di quello che lascerebbe una grande sbornia collettiva. Certo, passata la sferzata di energia data dal Salone del mobile di Milano, restano da affrontare gli stessi problemi di una settimana fa. Ma la vitalità e l'interesse per il design italiano respirati durante la fiera – che ha portato a Rho 324mila visitatori di cui 286mila addetti ai lavori – infondono speranza ed entusiasmo tra gli imprenditori di un settore che vale 18,1 miliardi e dà lavoro a 214mila persone, ma che nel 2012 ha registrato un calo del 10,5% nella produzione dovuto in gran parte alla forte contrazione dei consumi interni (-20%). Del resto ad acquistare mobili è soprattutto chi mette su casa, e l'andamento delle compravendite immobiliari (come ha confermato ieri l'Istat) è in linea con il trend negativo del Paese, senza troppi margini di ripresa. La abitazioni scambiate sono scese del 23,1% nel terzo trimestre 2012 e non bastano le ristrutturazioni (in crescita del 35% negli ultimi cinque anni, dato Ance) a risollevare gli acquisti di mobili e complementi d'arredo. Potrebbe aiutare, come chiesto più volte dagli imprenditori del settore, estendere all'arredo gli incentivi fiscali per le ristrutturazioni, o ridurre l'Iva al 4%. Ma al momento ogni appello alla politica cade del vuoto.
Se dunque l'industria italiana dell'arredo si salva solo grazie all'export, non può che incoraggiare l'affluenza al Salone di operatori stranieri, saliti al 68% delle presenze, contro il 63% di due anni fa (l'ultima edizione con le Biennali Euroluce e Salone Ufficio, che aveva avuto 321mila visitatori in tutto) e il 64% dello scorso anno. «Non abbiamo ancora il dettaglio sui singoli Paesi dei 160 rappresentati in Fiera – precisa il direttore generale di Cosmit Marco Sabetta – in ogni caso russi e ucraini si confermano tra i maggiori estimatori dei marchi italiani. Inoltre abbiamo riscontrato un crescente afflusso di buyer asiatici, non solo dalla Cina ma anche da India, Filippine e Giappone». Molti gli arrivi anche dal Sud America, dal Canada e dagli Stati Uniti. Un dato interessante è stata la presenza di buyer africani. «Abbiamo visto molti russi – conferma Stefano Bordone, presidente Kundalini – mentre ci sembra siano diminuiti i tedeschi. In ogni caso abbiamo avuto un bel riscontro del lavoro fatto». Anche Roberto Moroso, a.d. dell'azienda friulana di design, si dice soddisfatto: «Tanti stranieri, ma anche gli italiani non sono mancati. Non dobbiamo parlare di crisi, ma di un mercato che è cambiato. Noi dobbiamo lavorare per accontentare questo nuovo mercato».
Gli effetti del Salone si sono sentiti in tutta la città, come confermano le aziende non presenti in Fiera, da B&B Italia a Venini o De Padova, che hanno registrato una grande affluenza nei loro showroom. La design week si conferma l'evento più importante per Milano, capace di generare un indotto di 204 milioni di euro, in crescita del 5% rispetto all'anno scorso. Tutte esaurite le location del Fuorisalone, con 1.126 eventi nei quartieri del design. Buon riscontro per i i musei civici aperti gratuitamente grazie alla collaborazione tra Comune e Cosmit: mentre nei sette giorni precedenti si erano registrate 26 mila presenze, durante la design week gli accessi sono stati 84mila.
Fonte : Casa24plus

lunedì 15 aprile 2013

Animali in condominio? Sì, no, forse


Animali in condominio? Sì, no, forse

lunedì 15 aprile 2013

Nonostante la recente Riforma, quella degli animali domestici e dei regolamenti che li vietano rimane una questione aperta
Esistono regolamenti di condominio che non permettono di tenere animali in casa. Dopo la Riforma in materia di condominio, tali regolamenti sono da ritenersi ancora validi? Cosa può fare chi vorrebbe avere, per esempio, un cane ma risulta vincolato da un regolamento di tipo contrattuale? A fare un po’ di luce sulla faccenda ci pensa Assoedilizia che spiega come, effettivamente, un regolamento contrattuale sia una sorta di contratto fra inquilini e come tale risulta vincolante. Anche se la Riforma del condominio stabilisce che i regolamenti non possono vietare di tenere animali domestici, la legge non ha valore retroattivo e dispone soltanto per il futuro. Pertanto questo divieto dovrebbe valere a partire dal 18 giugno (data di entrata in vigore della Riforma) soltanto per i regolamenti che saranno predisposti dopo di allora. Ciononostante, prosegue Assoedilizia, si sostiene che il diritto a tenere in casa un animale domestico rappresenti un vero e proprio diritto della persona e, come tale, non sopprimibile. Perciò si tende ad applicare la norma anche ai regolamenti vigenti ed anche a quelli di natura contrattuale, quasi fosse una norma di ordine pubblico. La questione, quindi, non è ancora chiusa.
Fonte : Quotidianocasa.it

Il balcone di sotto non è un posacenere


Il balcone di sotto non è un posacenere

lunedì 15 aprile 2013

La Cassazione multa una condomina che era solita utilizzare il terrazzo sottostante come comoda pattumiera
Dall’appartamento al piano superiore piovono mozziconi di sigaretta e detersivi? Non bisogna certo stare a subire e la Cassazione dà ragione a chi si ritrova il balcone ridotto a discarica dell’inquilino di sopra. Con la sentenza 16459/2013 dell’11 aprile 2013, infatti la Suprema corte ha infatti condannato una condomina che gettava sigarette, ceneri e detersivi corrosivi quali la candeggina direttamente sul balcone sottostante al proprio appartamento. La maleducata condomina è stata condannata a un’ammenda di 120 euro. Un posacenere e un cestino sarebbero costati molto meno.
Fonte : Quotidianocasa.i
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La Cassazione boccia la critica estetica: se il Comune ha rilasciato l'autorizzazione, l'opera rimane dov'è


La Cassazione boccia la critica estetica: se il Comune ha rilasciato l'autorizzazione, l'opera rimane dov'è

Non importa cosa ne pensi il vicino. Se il Comune ha rilasciato la licenza per la realizzazione dell’opera, l’abbaino è da ritenersi compatibile con il decoro architettonico del fabbricato. A dirlo è una sentenza emessa dalla Corte di Cassazione lo scorso 10 aprile. Secondo i giudici, infatti, la costruzione dell’abbaino in questione non aveva arrecato alcun pregiudizio alla finestra del vicino, tantomeno costituiva un’innovazione tale da arrecare pregiudizio alla stabilità e sicurezza del fabbricato.
A nulla vale, perciò, il giudizio estetico espresso dal vicino. Per quanto riguarda l’aspetto dell’abbaino, infatti, la Suprema corte si è affidata alla perizia del consulente tecnico d’ufficio svolta nel giudizio di primo grado, secondo la quale il Comune, avendo rilasciato la licenza per la realizzazione dell’opera, l’aveva di conseguenza giudicata compatibile con il decoro architettonico del fabbricato. Se il comune dice sì, l’abbaino rimane dov’è.

Fonte : Quotidianocasa.it

Il mancato aggiornamento della posizione entro il 12 maggio «congela» gli agenti immobiliari in attività


Il mancato aggiornamento della posizione entro il 12 maggio «congela» gli agenti immobiliari in attività

  • 4 aprile 2013
di Michela Finizio
Si stima siano circa 50mila gli agenti immobiliari in attività, tra titolari di agenzie e collaboratori, che entro il 12 maggio devono aggiornare la loro posizione presso il Registro delle imprese. In ballo c'è la loro possibilità di continuare a esercitare. Secondo le stime delle principali associazioni di categoria, circa l'80% di loro deve ancora provvedere alla pratica telematica introdotta dal ministero dello Sviluppo economico, con decreto del 26 ottobre 2011 pubblicato in Gazzetta ufficiale (n.10) il 13 gennaio 2012. Come riportato su Casa24 Plus del 28 marzo scorso, la procedura di aggiornamento è ancora troppo confusa: ogni Camera di Commercio viaggia per conto suo e alcune incongruenze nel software hanno rallentato l'iter.Come precisa Fiaip, «chi non effettua l'aggiornamento entro il 12 maggio, non perderà i requisiti e tantomeno dovrà rifare l'esame»: in base a quanto stabilito dall'art. 11 del decreto ministeriale del 26 ottobre 2011, chi risulterà inadempiente non potrà esercitare l'attività sin tanto che non presenterà una nuova Scia (segnalazione certificata di inizio attività). A quel punto, infatti, l'impresa dovrà praticamente "riaprire", presentando una nuova denuncia di inizio attività, con annessa la dichiarazione del possesso dei requisiti in luogo della (più semplice) pratica di aggiornamento che avrebbe dovuto trasmettere. «Non dovrà essere svolto nuovamente tutto il percorso formativo (corso di formazione e superamento dell'esame, ndr), ad eccezione – secondo alcune Camere di Commercio - dei casi in cui si era ottenuta l'iscrizione a ruolo prima della riforma dell'art. 18 della legge 57/2001 che ha introdotto l'obbligo di frequenza ad uno specifico corso di formazione ed al superamento dell'esame abilitativo». Alcune Camere, infatti, ritengono che dovranno rifare l'iter gli iscritti al ruolo in base del solo titolo di studio, conformemente alla precedente normativa, che finora non hanno esercitato. Viste le difformità interpretative, però, si attende una circolare del ministero. Sul territorio, nel frattempo, si cerca di accelerare per l'ultimo rush finale. La Camera di commercio di Milano, attraverso Infocamere, ha sensibilizzato il ministero per valutare l'ipotesi di una proroga del termine. Intanto si procede in ordine sparso: alcune Camere assicurano che le pratiche saranno soggette a verifica entro 60 giorni dall'invio telematico, come accade per la Scia, altre invece considerano l'aggiornamento una procedura light, non soggetta al controlli (o solamente a campione); c'è chi chiede di allegare i formulari contestualmente, chi autorizza che possano essere allegati in un secondo momento (anche se Fiaip assicura che non sia necessario, se non si apportano modifiche a quelli precedentemente utilizzati); e così via.Sono chiamate ad adempiere all'obbligo normativo tutte le imprese di mediazione «attive ed iscritte nel ruolo alla data di acquisizione di efficacia del decreto ministeriale (maggio dell'anno scorso, ndr), pena l'inibizione alla continuazione dell'attività mediante apposito provvedimento del Conservatore del registro delle imprese». Il rischio, quindi, è che le agenzie immobiliari inadempienti debbano chiudere le serrande e che gli agenti che vi lavorano non possano esercitare. Senza, però, perdere i requisiti professionali individuali, acquisiti in passato tramite esame di abilitazione, che rimarrebbero «congelati» fino a nuova "riattivazione" dell'impresa.
A Milano - dove le procedure sono state modificate la settimana scorsa, come riportato da Casa24 Plus - si è deciso di porre rimedio ai ritardi: dal 27 marzo per gli aggiornamenti delle posizioni può utilizzare la firma digitale non solo l'imprenditore o il legale rappresentante dell'impresa, ma anche il commercialista o un altro intermediario delegato con procura speciale (associazioni di categoria o agenzie disbrigo pratiche). L'imprenditore è così sgravato dalla necessità immediata di acquistare la firma digitale (32 euro, ad eccezione del primo rilascio che è gratis), un costo si aggiunge al diritto di segreteria cui è soggetta la pratica (18 euro per le imprese individuali, 30 euro per le società). «Ormai è una prassi consolidata – afferma Gianfranco Vanzelli, dirigente della Camera di commercio di Milano – supportata dalla normativa. Il ritardo, a due mesi dalla scadenza, ha reso opportune scelte di semplificazione amministrativa come questa». Come previsto dal decreto ministeriale, inoltre, l'ufficio del Registro deve rilasciare «la tessera personale di riconoscimento, munita di fotografia», ma a Milano i tesserini non sono ancora pronti: «Entro giugno saremo in grado di rilasciare quelli conformi al nuovo facs simile ministeriale – aggiunge Vanzelli – ma dobbiamo prima chiarire se la pratica sia soggetta ad imposta di bollo o meno, e se va riscossa online. Inoltre il diritto di segreteria per il rilascio sarà pari a 25 euro». Nel frattempo il consumatore può accertare l'iscrizione dell'agente sul sito di Osmi-Borsa immobiliare è possibile consultare l'elenco dei mediatori iscritti nell'ex ruolo.
Dopo il 12 maggio, il mancato aggiornamento della posizione comporta «inibizione alla continuazione dell'attività mediante apposito provvedimento del Conservatore del registro delle imprese». «Tuttavia l'iscrizione nel soppresso ruolo costituisce, nei quattro anni successivi all'entrata in vigore del presente decreto, requisito professionale abilitante per l'avvio dell'attività». La Camera di Commercio di Milano fa sapere: «Notificheremo il mancato adempimento all'impresa, si cercherà di sollecitare la pratica con un invito ulteriore, altrimenti bisogherà procedere con un atto formale di inibizione all'attività economica».
Fonte : Casa24plus

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