giovedì 1 agosto 2013

La fiducia nel mercato immobiliare riparte dal Nord (e dalle donne)

La fiducia nel mercato immobiliare riparte dal Nord (e dalle donne)


1 ago 2013, pubblicato da Vittoria Giannuzzi in: Acquisto, vendita, affitto Comprare immobile Consumi Mercato immobiliare Primo piano 
Puntuale come sempre, Immobiliare.it ha diffuso in questi giorni i risultati dell’indice della fiducia dei consumatoricirca l’andamento del mercato immobiliare: indagine periodica che monitora come cambia, di tre mesi in tre mesi, la percezione che hanno gli italiani circa lo stato di salute del settore Real Estate. Vediamo insieme i risultati più interessanti.

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I risultati del secondo trimestre 2013

L’indagine è stata condotta su un campione di oltre cinquemila utenti del sito che si sono dimostrati attenti al tema, avendo nei tre mesi precedenti ricercato un  immobile oppure pubblicato un annuncio di vendita o di affitto.Quello che ne è derivata non è un’analisi oggettiva del comportamento degli italiani alle prese con le compravendite, ma una valutazione del lorosentiment, vale a dire della percezione dominante, circa l’andamento e le evoluzioni del settore.
Ebbene, il secondo trimestre dell’anno, sulla scia di quanto registrato nel primo, mette in luce il ritorno alla fiducia nei confronti del mercato, ma trova i cittadini del Nord Italia più ottimisti dei loro connazionale del meridione:se a livello nazionale, infatti, la percentuale di chi pensa che ci troviamo in un buon momento per acquistare casaè del 56% (contro il 51% di luglio 2012), nelle regioni del Nord arriviamo fino al 58%. Di contro, le regioni del Sud Italia sono molto più “tiepide”: non a caso la percentuale si ferma al 53%. Non è difficile intuire che questa discrepanza sia legata alle difficoltà che il Mezzogiorno sta vivendo in questo momento, visto che la crisi si è aggiunta ad una situazione di disagio pressoché permanente.
Se torna l’idea che sia un momento propizio per gli investimenti nel mattone sembra chiaro che vendere quel che si possiede sia una scelta poco felice: da un lato la difficoltà a trovare un acquirente, dall’altro il rischio di “svendere” pur di concludere le trattative, contribuiscono a rendere maggioritaria l’idea che questo non sia un buon momento per vendere casa. Esattamente come nel 2012 la pensa così un quarto degli italiani  (74,6%); solo il 12,3% del campione, di contro, è convinto del contrario. L’8,7% degli intervistati, infine, crede sia meglio aspettare dodici mesi per vendere, sperando in tempi migliori.

Donne più decise

L’analisi condotta da Immobiliare.it offre interessanti spunti di riflessione dalla lettura delle risposte filtrata per genere. Quel che emerge, infatti, è chel’opinione delle donne è molto più schierata di quella degli uomini: se tra loro, infatti, la percentuale di chi pensa che non sia un momento opportuno per vendere un immobile si ferma al 72% tra le donne arriva addirittura all’80%. Per quel che riguarda l’acquisto, poi, il 62% delle donne è convinto che sia il momento giusto per investire, contro un più moderato 54% delle risposte maschili.

Prezzi sempre in calo

Cosa accadrà ai prezzi degli immobili? Anche su questo aspetto gli italiani hanno le idee chiare: il 57,4% di chi ha rispsosto all’indagine crede che questi caleranno ancora (nel luglio 2012 la percentuale era al 51%). Solo per il 9% del campione la contrazione dei prezzi del mattone è un fenomeno già concluso, e le cifre degli immobili in vendita torneranno a crescere.
Anche in questo caso uomini e donne non la pensano allo stesso modo: per il 59% degli uomini i prezzi sono destinati a scendere, mentre solo il 53,6% delle donne è d’accordo.
Quello che sembra chiaro è che, in fatto di prezzi, le donne mostrano un atteggiamento più prudente, sono parecchie le risposte che indicano una certa stabilità dei prezzi per i mesi futuri (quasi il 30% delle donne).
Fonte : Immobiliare.it

Che cosa fare se i bambini dei vicini giocano nel cortile condominiale nelle prime ore del pomeriggio?

Che cosa fare se i bambini dei vicini giocano nel cortile condominiale nelle prime ore del pomeriggio?

31/07/2013
di Alessandro Gallucci 




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I bambini tirano pallonate potenti, delle vere e proprie bordate, contro il muro nel cortile condominiale. 

Le urla dei bambini che corrono nel cortile sono insopportabili! 

Il tutto nelle prime ore del pomeriggio d’estate quando si vuol riposare: che cosa possiamo fare? 

Prima regola in una situazione del genere: non prendersela con i bambini. Usare la famosa frase “ve lo taglio quel pallone” o “qui c’è gente che vuole dormire” serve a poco o a nulla: 

1) con i bambini dopo qualche minuto d’attenzione, forse il risultato sarà l’opposto, il gioco fa dimenticare molte cose; 

2) la colpa principale non è loro ma dei loro genitori. 

Certo di fronte a degli adolescenti la situazione può essere diversa o comunque se si parla in modo ragionevole e non severo anche i più piccoli potranno comprendere. L’importante è non esagerare. 

Ma esattamente che cosa si può fare ed ottenere? E’ bene ricordare che il cortile condominiale è un bene comune soggetto alla disciplina di cui al primo comma dell’art. 1102 c.c. secondo il quale:

Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. A tal fine può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il migliore godimento della cosa. 

Se il cortile è pieno di aiuole, è evidente che una cosa e poterci giocare a “nascondino” o fare altri giochi (es. giochi di società, “campana”, ecc.) per così dire meno invasivi, altro giocarci a pallone. Quest’ultimo sarà sicuramente un gioco vietato in quanto contrario alla destinazione di quella parte comune. Se, invece, il cortile è uno spiazzo mattonato non si pongono problemi di sorta. 

Ed in caso più particolari? Ad esempio se il cortile o l’altro spazio comune è utilizzato come parcheggio? 

Secondo la Cassazione, chiamata più volte ad interpretare l’art. 1102 c.c., " il pari uso della cosa comune non postula necessariamente il contemporaneo uso della cosa da parte di tutti i partecipanti alla comunione, che resta affidata alla concreta regolamentazione per ragioni di coesistenza; che la nozione di pari uso del bene comune non è da intendersi nel senso di uso necessariamente identico e contemporaneo, fruito cioè da tutti i condomini nell’unità di tempo e di spazio, perché se si richiedesse il concorso simultaneo di tali circostanze si avrebbe la conseguenza della impossibilità per ogni condomino di usare la cosa comune tutte le volte che questa fosse insufficiente a tal fine"(su tutte Cass. 16 giugno 2005 n. 12873). 

Insomma nel parcheggio è difficile, a livello giuridico, poter sostenere (per questioni legate alla salubrità dell’aria, alla sicurezza delle persone ed anche alla sicurezza delle automobili) che si possa parcheggiare e giocare contemporaneamente anche se poi, lo sappiamo la pratica quotidiana che la situazione è differente. 

Certo è che di fronte ad un cartello vietato giocare si può far poco. 

Nelle altre situazioni, invece, ossia quando lo spazio comune è utilizzabile per i giochi dei più piccoli, si potrà pretendere, al di là di previsioni regolamentari in tal senso, che l’uso delle parti comuni per i giochi sia fatto senza recar disturbo agli altri. Una causa, per questioni del genere, sarebbe assurda, quindi meglio discutere con i propri vicini e cercare, con ogni sforzo, di fargli capire le proprie ragioni.

Fonte : condominioweb.com

Il bungalow diventa una Garden Villa: in campeggio nelle case firmate Matteo Thun

Il bungalow diventa una Garden Villa: in campeggio nelle case firmate Matteo Thun

30 LUGLIO 2013 - ARCHITETTURACASE

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Il campeggio cambia faccia. Accanto alle tende, roulotte e camper, arriva la casetta firmata. A progettarla, nel gigantesco Camping Marina di Venezia, è Matteo Thun, autore – tra le altre cose – del celebre Vigilius Mountain Resort, paradiso dell’eco-relax nascosto tra le montagne del Sud Tirolo.
In laguna, località Cavallino Treporti, all’interno di un parco di 70 ettari, lo studio Matteo Thun & Partners ha disegnato 32 case a patio che vanno a sostituire parte dei classici bungalow. Si chiamano Garden Villa e sono formate da due volumi contrapposti collegati da un cortile interno: da un lato, le due camere da letto e il bagno; dall’altro, l’area living con cucina abitabile, angolo TV e un bagno. La pianta e la disposizione delle case è stata decisa in base ai pini marittimi presenti nel parco, per lo più salvati e in parte integrati nel patio delle abitazioni.
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Nella stessa ottica sono stati scelti i materiali: gli edifici sono costruiti con blocchi di legno-cemento, materiale resistente e a basso impatto ambientale, e hanno un rivestimento esterno in legno di larice.
Scopo del progetto è valorizzare l’esperienza del campeggio, salvaguardando il contatto con la natura ma offrendo un livello più alto di comfort. I prezzi qui.
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Paola Menaldo
Fonte: ATCasa

Gli immobli della Chiesa greca a disposizione dello Stato

Gli immobli della Chiesa greca a disposizione dello Stato

1 ago 2013, pubblicato da Andrea Polo in: Altro Crisi Economica Immobili Primo piano Varie 





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Quello che sta accadendo in Grecia è la dimostrazione che, nei momenti più bui, invece che piangersi addosso ognuno deve fare la sua parte e contribuire come può ad uscire dallo stallo; anche e soprattutto se si tratta di un’Istituzione religiosa, per sua natura votata ad aiutare chi si trova in difficoltà.
Ormai da diversi anni la Repubblica greca sta attraversando una profonda e drammatica crisi economica che ha ridotto sul lastrico ampie fasce della popolazione, alcuni sono scesi in piazza, altri hanno cercato di mettere al riparo i loro capitali investendo anche nel mattone estero e, ancora, molti stranieri hanno approfittato della situazione acquistando a prezzi stracciati immobili che solo qualche anno prima avrebbero pagato tre volte tanto.
Oggi la Chiesa ortodossa greca scende in campo al fianco dello Stato per cercare di risolvere questa situazione e tramite il Primo ministro greco Antonis Samaras è stata annunciata la creazione di una joint venture fra la Diocesi di Atene e lo Stato, chiamata Aeap, che ha lo scopo di valorizzare le proprietà immobiliari della Chiesa ortodossa greca (secondo maggior proprietario di immobili in Grecia) e mettere a disposizione delle casse della nazione ben il 50% degli introiti derivanti da case, fabbricati e terreni di proprietà della Diocesi.
Una proposta senza dubbio valida e lodevole, ecco perché lascia stupiti ed indignati scoprire che in realtà l’arcivescono ateniese Ieronymos la aveva già presentata nel 2009 al Governo allora in carica, senza però ottenere dall’Esecutivo alcuna risposta.
Fonte : Immobiliare.it

Risparmiare sulle spese condominiali? Si può iniziare “licenziando” l’amministratore. Attenzione, però, a non cadere dalla padella nella brace

Risparmiare sulle spese condominiali? Si può iniziare “licenziando” l’amministratore. Attenzione, però, a non cadere dalla padella nella brace

01/08/2013
di Alessandro Gallucci 



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La legge di modifica della disciplina del condominio negli edifici (più nota come riforma) ha modificato, tra le altre cose, anche le soglie relative all’obbligatorietà delle nomina dell’amministratore.

Com’è ormai noto, a partire dallo scorso 18 giugno 2013 i condominii con meno di nove proprietari non sono tenuti a nominare l’amministratore.

Ciò vuol dire, ad esempio, che il ricorso per la nomina giudiziale potrà essere esperito, se l’assemblea non v’ha provveduto, solamente se un condominio si compone di almeno nove partecipanti e non più di cinque.

Ma ciò sta a significare anche un’altra cosa: nei condominii che contano fino ad otto partecipanti, essendo ancora prevista la possibilità di revocare l’amministratore in qualunque momento, fin dal 18 giugno si può decidere in tal senso. 

Giunta la revoca si può fare a meno di una nuova nomina: come per quest’ultimo atto basta il voto favorevole della maggioranza dei partecipanti alla riunione che rappresentino la metà del valore millesimali dell’edificio (500 millesimi) ed il gioco è fatto: l’amministratore non c’è più.

Molte persone la ritengono una soluzione da valutare. Motivo? Risparmiare sulle spese condominiali e togliere di mezzo l’amministratore inviso ai più.

La domanda che, come si suole dire, sorge spontanea è la seguente: ne vale davvero la pena?

Non sempre. 

Cerchiamo di comprendere perché.

Quanto può costare all’anno, per ogni condomino, il solo amministratore? Non esiste un dato statistico ufficiale su scala nazionale. La forbice varia molto tra Nord e Sud e molto spesso anche all’intero delle medesime aree geografiche. Diciamo in media tra 70 a 150 euro l’anno.

Revoca l’amministratore senza sostituirlo significa fare restare nel portafogli grosso modo tale somma.

Restano, però, tutte le altre spese: impresa di pulizia scale. L’assemblea può decidere di non usufruire del servizio, di renderlo meno frequente, insomma di risparmiare al massimo, ma non può decidere che le scale siano pulite a turno dai condomini.
Attività fiscale. Uno dei condomini, anche a turno, dovrà farsi carico dell’attività fiscale del condominio (versamento ritenute d’acconto, modelli 770, ecc.) operazioni che devono essere fatte da qualcuno.

Rapporti con i fornitori. Vale quanto detto per l’attività fiscale. Revocare l’amministratore vuol dire che i condomini debbono farsene carico.

Riscossione dei crediti. Sparito l’amministratore, si diceva, le altre spese continuano ad esserci. Quanto meno luce, acqua e riscaldamento (se l’impianto è centralizzato) devono essere pagate e se c’è qualche moroso bisogna perseguirlo. E qui sorge un dubbio: per quanto riguarda il decreto ingiuntivo ex art.63 disp att. c.c. la norma afferma che esso può essere richiesto dall’amministratore sulla base del piano di riparto approvato dall’assemblea. Ma se l’amministratore non c’è quel riferimento esclude la possibilità di ricorrere al giudice?

Superata anche l’obiezione sul fatto che possa essere solamente richiesto dall’amministratore (la riforma ha introdotto la figura del così detto facente funzioni, una sorta di amministratore di fatto), siamo sicuri che senza amministratore i condomini redigano preventivi e consuntivi e relativi piani di ripartizione?

E poi un altro fatto: senza amministratore tutti i condomini sono obbligati ad interessarsi della gestione delle cose comuni. Insomma il rischio di condominii nel caos, laddove ci si è sempre affidati ad un amministratore è grande.

Abbiamo citato solamente le mansioni più comuni (senza dimenticare controlli degli impianti, ecc); siamo sicuri che revocare l’amministratore per risparmiare qualche euro sia poi così conveniente?

Fonte : Condominio Web



Per chi è in difficoltà economica è possibile sospendere il mutuo

Per chi è in difficoltà economica è possibile sospendere il mutuo

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Il Fondo di solidarietà statale consente di sospendere il pagamento del mutuo per 18 mesi

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Come sospendere il mutuoSospensione mutui con il Fondo di solidarietà
Da circa 90 giorni è di nuovo attivo ilFondo di solidarietà statale che permette, per chi è in particolari condizioni disagiate, la sospensione del pagamento delle rate di mutuo per un periodo di 18 mesi. Vediamo quali sono i requisiti fondamentali per poter accedere a questa importante misura di sostegno sociale.
I requisiti per la presentazione della domanda
  • Occorre aver stipulato un mutuo da almeno un anno (non importa il tipo di tasso scelto con l'istituto bancario) di un importo non superiore a 250.000 euro.
  • Il mutuo deve essere stato stipulato per l'acquisto dell'abitazione principale ed il reddito familiare (il cd. Isee) non deve essere superiore a 30.000 euro complessivi.
  • E' necessario, nei tre anni che precedono la richiesta, dimostrare di aver perso il proprio posto di lavoro (non dimissioni o licenziamento per giusta causa), oppure la perdita di autosufficienza od invalidità per una percentuale superiore all'80% o, per ultimo, il decesso dell'intestatario del mutuo o di uno dei cointestatari.
Il modello per la richiesta può essere scaricato sul sito del Ministero del Tesoro oppure sul sito della Consap che gestisce il Fondo e, dopo aver compilato la domanda, il richiedente dovrà presentare la propria richiesta alla banca allegando l'Isee da richiedere presso un qualunque Caf e tutta la documentazione probante la perdita del posto di lavoro o delle condizioni sopra riportate.
La Banca, entro 10 giorni, inoltrerà telematicamente la richiesta alla Consap la quale dovrà dare risposta entro 15 giorni. La Banca, a questo punto, dovrà solo comunicaretempestivamente al richiedente il responso della Consap.
I fondi disponibili sono di circa 20 milioni di euro, ma pare che già sia previsto un rifinanziamento. Infatti già oltre 2.200 mutui sono stati sospesi per altrettante famiglie e entro la fine dell'anno il Fondo di solidarietà potrebbe essere finito.
Fonte SuperMoney

martedì 30 luglio 2013

Progettazione d’interni online: Relooking di Nomade Architettura

Progettazione d’interni online: Relooking di Nomade Architettura

Relooking_NomadeArchitettura_photoLorenzoCarone (6)
A volte basta qualche piccolo ritocco per dare all’arredamento della propria casa un aspetto completamente nuovo. Meglio se a costi contenuti e senza perdere troppo tempo. È questa l’idea alla base di Relooking, un progetto dello studio di architettura Nomade Architetturache si propone di offrire un servizio di consulenza low cost e online nel campo dellaprogettazione di interni.
Relooking_NomadeArchitettura_photoLorenzoCarone (7)
Usando materiali di recupero, come pallet, lampade da lavoro e pezzi usati, il team capitanato dall’architetto Selina Bertola lavora su arredi, finiture e illuminazione, senza toccare murature e impianti. L’assenza di lavori strutturali permette di gestire online il restyling degli interni.
Relooking_NomadeArchitettura_photoLorenzoCarone (5)
Dopo aver complitato un questionario volto a individuare i gusti e le necessità dei clienti, è possibile inviare via e-mail immagini e piante degli ambienti interessati e richiedere una proposta.
Il progetto viene presentato con un book completo di render fotorealistici e testi descrittivi che mostrano la tipologia di intervento studiata con pianta, materiali, arredamento e finiture. Il prezzo minimo per un singolo ambiente parte da 350 euro.
PM
Foto di Lorenzo Carone
Fonte : ATCasa

L’immobiliare Usa non smette di crescere


L’immobiliare Usa non smette di crescere

martedì 30 luglio 2013
      

A giugno prezzi superiori di oltre il 12% rispetto a un anno prima e le vendite continuano ad aumentare

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Giugno è per l’immobiliare Usa il 17° mese consecutivo in cui vendite e prezzi sono risultati più elevati rispetto a un anno prima. Il prezzo medio delle case vendute negli Stati Uniti a giugno è stato di 193.750 dollari, valore superiore del 12,6% rispetto a un anno prima. A dirlo è l’ultimo studio pubblicato da Re/Max, secondo cui le vendite sono state del 4,1% più elevate rispetto a quelle di giugno 2012.
Negli Stati Uniti le vendite estive sono tradizionalmente le più forti dell’anno, ma la crescita annua a cui il mercato sta assistendo si mantiene su due cifre percentuali al di sopra rispetto alla scorsa estate. Un ritmo di crescita incalzante che dimostra come, anche dopo la recessione, l’interesse a diventare proprietari di abitazioni rimanga molto elevato. L’acquisto è inoltre favorito da tassi sui mutui particolarmente bassi e prezzi attraenti, una combinazione che crea le migliori opportunità viste negli ultimi anni.

I sei punti fermi della tassazione immobiliare


I sei punti fermi della tassazione immobiliare

martedì 30 luglio 2013
    
Confedilizia illustra le necessità a cui la riforma fiscale per la casa dovrà rispondere

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“La riforma fiscale per la casa che si sta delineando presenta problemi irrisolti di grande spessore”. A dirlo è Corrado Sforza Fogliani, presidente di Confedilizia, annunciando che all’interno del confronto che il Governo aprirà con le parti sociali rappresentative del settore, la confederazione sottolineerà alcuni punti fermi “principali e irrinunciabili”. Questi punti, diffusi ieri in una nota, sono in tutto sei e sono, in sintesi, i seguenti:
1. La tassazione non può colpire altro che il reddito riveniente dal bene tassato, pena un’espropriazione surrettizia.
2. La service-tax va strettamente collegata al beneficio che i proprietari hanno dalle opere e dai servizi apportati dai Comuni.
3. Per gli immobili di lusso devono essere stabiliti criteri validi per tutta Italia.
4. Le case tenute a disposizione non vanno confuse con lo sfitto involontario. Va invece incentivato l’affitto.
5. Per l’uso diverso serve un’urgente liberalizzazione: la normativa in vigore impedisce il rinnovamento di imprese e attività commerciali.
6. La costruzione del nuovo Catasto algoritmico deve riconoscere ai contribuenti la possibilità di impugnare le rendite catastali nella loro congruità. Lo Stato di diritto è tale perché le sue leggi valgono anche per lo Stato e il suo Fisco.

Infiltrazioni d’acqua e danno esistenziale. Ipotesi giurisprudenziali

Infiltrazioni d’acqua e danno esistenziale. Ipotesi giurisprudenziali 

30/07/2013
di Ivan Meo 





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Capita spesso che l'appartamento del singolo condomino venga danneggiato da infiltrazioni d'acqua provocate da rottura di tubazioni o difettosa coibentazione. Avere il proprio appartamento danneggiato, comporta per il condomino un disagio nelle relazioni sociali all'interno della collettività condominiale. Molte sono le sentenze che hanno riconosciuto il danno esistenziale in caso di infiltrazioni.

Pregiudizio esistenziale ed infiltrazioni d’acqua. I primi interventi giurisprudenziali

Tra le più rilevanti sentenze che si sono espresse in argomento ricordiamo quella emanata dal Giudice di Pace di Venezia che con sentenza del 15 dicembre 2009, che ha stabilito che le infiltrazioni dall'appartamento del piano superiore possono portare al riconoscimento del danno esistenziale. Secondo il Giudice veneziano, gli eventi sopportati da condomino danneggiato, avevano provocato: “il mancato e pieno godimento dell'abitazione incidendo negativamente  sulle condizioni di esistenza e di abitazione dell'attrice e quindi su valori costituzionalmente garantiti e protetti”. Nella vicenda il ruolo determinante oggetto della tutela è il rispetto del proprio domicilio, all'esistenza dignitosa, al rispetto della vita privata, compromessi - si legge in motivazione - con ogni evidenza dalla situazione dannosa creatasi nell'abitazione. Per tali motivi il Giudice di pace riconosce, la proprietaria dell'appartamento al piano superiore responsabile del danno esistenziale subito dalla ricorrente per l'allagamento dell'ottobre 2007.

Sullo stesso orientamento, precedentemente si espressero anche i giudici romani secondo cui:  nel caso in cui il condomino per infiltrazioni provenienti dall'appartamento sovrastante è costretto a vivere in un ambiente insalubre ed a subire le conseguenze pregiudizievoli dei lavori di ripristino. In questo caso il danneggiarne, se provati, deve risarcire anche danni esistenziali (che finiscono, comunque, per incidere pur se indirettamente nella sfera patrimoniale, in senso lato, del soggetto) do­vuti alla presenza, per il periodo dei lavori, degli operai in casa: in tali casi infatti bisogna adeguare le esigenze (talune volte difficilmente prevedibili) degli operai e dei lavori alle proprie abitudini, alla propria vita profes­sionale, alle proprie frequentazioni, al proprio ritmo familiare. (Trib. Roma,10 ottobre 2001;Trib. Roma,18 maggio 2003). Il Tribunale di Pescara, (sentenza del 27 marzo 2007 n.230 ) precisò che  in caso di danni arrecati al singolo condomino dal sovrastante appartamento a causa di infiltrazioni di umidità, tempestivamente segnalate all'amministratore ma non eliminate, sussiste la responsabilità solidale del condominio, del proprietario dell'appartamento da cui sono derivate le perdite e dell'amministratore in proprio, che risultano tenuti ciascuno per l'intero, ivi compreso il danno esistenziale laddove provato anche a mezzo di presunzioni e del notorio, comunque da liquidarsi in via equitativa.

In argomento è da segnalare anche un recentissima sentenza emessa dal Tribunale di Monza (sentenza n. 1230, del 7 Maggio 2013) secondo cui “nel caso di infiltrazioni d’acqua nella singola unità immobiliare che portano alla formazione di muffe sui soffitti è il condominio responsabile in via autonoma nei confronti del proprietario esclusivo ex articolo 2051 c.c., il quale, laddove non offra la prova del fortuito è tenuto, quale custode, a eliminare le caratteristiche lesive insite nella cosa propria e, dunque, a risarcire i danni patrimoniali e non patrimoniali scaturiti dal mancato pieno godimento dell’immobile”. In quest’ultimo caso il Tribunale brianzolo ha configurato un’autonoma responsabilità da custodia a carico del condominio che non interviene con la manutenzione al fine di porre rimedio all’inadeguato isolamento dell’edificio da cui derivano i vizi di costruzione, riconoscendo al proprietario dell’unità immobiliare assediata dall’umidità non solo il risarcimento del danno patrimoniale ma anche quello non patrimoniale. 

La casa quale strumento per le “ attività realizzatrici della persona”

Le decisioni riportate rappresentano uno recepimento di alcuni principi affermati da precedenti indirizzi giurisprudenziali. Infatti, nell’ambito del diritto di abitazione, possono venirsi a creare delle situazioni che possono interferire al normale svolgimento della vita domestica-familiare, e far scaturire un danno esistenziale. Il risarcimento del danno esistenziale, per turbativa al diritto di abitazione, scaturisce dal considerare il diritto all’abitazione come diritto fondamentale dell’individuo. L'abitazione rappresenta, infatti, il centro presso il quale si svolgono le attività realizzatrici della persona ed é, per l'individuo, un bene primario, oggetto di un diritto sociale, collocabile fra i diritti inviolabili dell'uomo (Corte Cost. 7 aprile 1988, n. 404), che deve essere adeguatamente e concretamente tutelato (Corte Cost. 28 luglio 1983, n. 252; Corte Cost. 25 febbraio 1988, n. 217). Per cui, il rilievo esistenziale dell'abitazione, nel quadro dei diritti dotati di tutela costituzionale, non ha bisogno di essere ribadita. Infatti, nel corso di questo decennio, il giudice delle leggi ha emesso tante sentenze nelle quali si ripete il concetto che il "diritto all'abitazione" rientra "fra i requisiti essenziali caratterizzanti la socialità cui si conforma lo Stato democratico" ed è da ricomprendere "fra i diritti inviolabili dell'uomo di cui all'art. 2 della Costituzione". (Corte cost., 14.12.2001, n. 410; Corte cost., 21.11.2000, n. 520; Corte cost., 25.7.1996, n. 309).

Alla luce delle considerazioni svolte sembra innegabile che il pregiudizio del godimento dell'abitazione – dovuto nel caso di specie alle infiltrazioni da rottura di tubazioni idriche - possa determinare danno esistenziale risarcibile ogni qual volta determini effettivamente una compressione di quelle "attività realizzatrici della persona" che nell'abitazione sono destinate ad essere svolte. 

Fonte : CondominioWeb.com

lunedì 29 luglio 2013

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Un tavolo riscaldante per stare all’aria aperta: outdoor per tutte le stagioni

Un tavolo riscaldante per stare all’aria aperta: outdoor per tutte le stagioni

28 GIUGNO 2013 - DESIGNECOTENDENZE        fonte : casamica

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ape tabula
L’abbiamo visto al Fuorisalone di Arclinea. Il tavolo Qibli è un vero e proprio tavolo riscaldante. Pensato per l’outdoor – uno dei temi “caldi” del numero di CASAMICA  uscito sabato 8 giugno in edicola e online - nasce per aggiungere al piacere dello stare insieme all’aria aperta, un comfort utile soprattutto nelle mezze stagioni.
tavolo riscaldante quibli
Il tavoo riscaldante da esterni Qibli, sviluppato da Polidoro in collaborazione con MM Design.
Sviluppato in collaborazione con Studio MM Design, grazie al sistema riscaldante composto da bruciatore a gas a bassa emissione di CO2 posto su ciascuna delle due basi del tavolo (povered by Polidoro come la versione in alto che però non fa parte della collaborazione con Arclinea), viene diffuso un piacevole tepore irradiato dal piano verso i conviviali, bruciando la metà dell’energia normalmente necessaria con i tradizionali funghi riscaldanti.
Il basamento, che contiene la parte tecnica è rivestito in acciaio Corten, che garantisce ottima resistenza agli agenti atmosferici. Il piano della versione vista da Arclinea è realizzato in una speciale mescola di cemento moulded concrete da IlCantiere, frutto di un’attenta ricerca sui materiali più idonei a resistere alle intemperie e al calore proveniente dalla parte inferiore.
tavolo qibli
Sul tavolo Qibli si possono tenere calde anche le vivande.
Il disegno del piano (300x105x h 75 cm) è morbido ed accogliente: al centro, i due fori in corrispondenza dei due bruciatori diventano funzionali a mantenere calde le pietanze. La sottigliezza del piano in resina cementizia (spessore 2 cm) definisce una piacevole leggerezza formale. Esiste anche una versione “snack”: si chiama Tabula Hot Desk (92×92 X h 110 cm), perfetta in ambito outdoor pubblico (bar, ristoranti roof garden, ecc). In alternativa ai tradizionali funghi riscaldanti.
Benedetto Marzullopolidoro tabula

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